Nel 1744 le truppe dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, per contrastare l'egemonia spagnola nel Regno di Napoli, attraversano lo Stato Pontificio. Tra le molte località, lungo il percorso nella Marca di Ancona, anche Mogliano, dove la Municipalità e tutta la popolazione si preparano all'evento. Il timore di saccheggi e soprusi mette in moto una macchina organizzativa mai vista: per riservare la migliore delle accoglienze, il Consiglio comunale nomina ben 15 presidenti e vari deputati.
Nei primi giorni del mese di aprile l'arrivo, con gli ufficiali ospiti delle famiglie più illustri e il seguito acquartierato in case disabitate,magazzini e nei due conventi francescani del luogo. Si instaura fin da subito un clima di pacifica convivenza con feste, pranzi e conversazioni nelle dimore patrizie, balli popolari in strada e addirittura un carosello, dove i militari esibiscono la loro maestria.
Un fatto sembra turbare l'incanto: un soldato ruba due tozzi di pane ad una contadina. Deciso a punire il colpevole, il generale Bruone non esita a chiedere la pena capitale al Comando di Macerata. La condanna sta per essere eseguita quando la grazia, invocata da tutti i moglianesi, pone fine alla triste vicenda. Dopo un mese di permanenza, l'ordine di trasferimento viene accolto con dispiacere dai militari come dai civili, entrambi protagonisti di un maestoso corteo di commiato per le vie del paese. La riconoscenza dello straniero, per l'ospitalità ricevuta, si rende tangibile con il rilascio di una patente di salvaguardia e protezione che assicura Mogliano e il suo territorio contro i rischi connaturati al passaggio delle truppe. Il documento oggi è conservato nella Biblioteca comunale, dove si trova anche il manoscritto di Giuseppe Carnili, il cronista del Settecento moglianese che dedica ai fatti del '44 una lunga e accurata memoria.

 
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