
È il 1744 quando le truppe dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria muovono verso il Regno di Napoli, dominio incontrastato degli Spagnoli. Nell’attraversare lo Stato Pontificio, lungo il percorso nella Marca di Ancona passano anche a Mogliano, dove la Municipalità, temendo saccheggi e soprusi, si prepara nel migliore dei modi a soddisfare tutte le necessità dei militari in transito.

I militari ben presto si affiatano con la popolazione creando un rapporto sereno fra la truppa e i popolani, fra gli ufficiali e gli aristocratici. I palazzi patrizi accolgono i militari nei loro salotti e li invitano alle proprie feste. Solo un piccolo furto, perpetrato da un soldato ai danni di una contadina, sembra sconvolgere gli animi ma, quando la pena capitale sta per essere eseguita viene concessa la grazia, voluta da tutti i moglianesi.
Grazie all’ospitalità concessa, la comunità moglianese vede riconoscersi, da parte dell’autorità militare straniera, il titolo di “Città” e una patente di salvaguardia e protezione che assicura il territorio contro i rischi legati ai successivi passaggi delle truppe. Il documento è conservato nella Biblioteca comunale Ferretti-Brocco, dove si trova anche il manoscritto di Giuseppe Carnili, il memorialista che dedica alle vicende del ’44 una lunga e dettagliata cronaca.
Dopo un mese di permanenza, arriva per le truppe l’ordine di trasferimento: prevedibile è il dispiacere dei militari come anche dei nobili del luogo.
Per solennizzare l’addio un maestoso corteo sfila per le vie del paese.
Oggi, per richiamare quel giorno, oltre trecento figuranti in preziosi costumi d’epoca attraversano la via principale tra palazzi addobbati con stemmi araldici su damasco rosso e uno sventolio di bandiere e stendardi. E’ un carosello di abiti ricercati che coinvolge signore e signori dell’alto casato, cavalieri e dame, lacchè, tamburini, ussari e fucilieri seguiti dai rappresentanti della municipalità, della magistratura e del clero.
In questa rassegna di colori rivive uno spaccato del secolo dei lumi, con il suo contenuto politico e filosofico che, con l’illuminismo, da lì a poco sfocerà nella rivoluzione francese.
Quando ogni coreografia sarà terminata, ai numerosi visitatori non resterà che recarsi nelle antiche taverne del centro storico dove poter gustare le prelibatezze enogastronomiche sapientemente preparate dalle contrade.